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Quido chiude un aumento di capitale da 1,6 milioni di euro

Capitali per accelerare il co-pilot tecnologico degli operatori del private capital.

Quido chiude un aumento di capitale da 1,6 milioni di euro

Quido ha chiuso un aumento di capitale da 1,6 milioni di euro. La startup produce soluzioni di intelligenza artificiale per il private capital.

Il round è guidato da Vertis Sgr attraverso i fondi "Vertis 6 Digital Sud" — parzialmente finanziato dall'Unione Europea, Next Generation EU — e "Vertis Venture 7 Digital Puglia", con la partecipazione di Cdp Venture Capital Sgr tramite "Frontech", il programma per le tecnologie di frontiera della Rete Nazionale Acceleratori di Cdp Venture Capital. Hanno inoltre partecipato SevenData, azienda specializzata in data analytics e sviluppo di soluzioni software avanzate, Edrom, holding e advisory focalizzata su startup e PMI innovative, e un pool di business angel e partner attivi nella consulenza strategica e nel private equity italiano.

Fondata da Francesco Calia e Lorenzo Bergadano, Quido si propone come co-pilot tecnologico: supporta gli operatori del private capital lungo l'intero ciclo di vita di un deal.

Sul fronte legale, Solving ha curato gli aspetti dell'operazione per conto di Vertis e dei founder di Quido. Cdp Venture Capital Sgr è stata assistita dallo studio Giuliano e Di Gravio. Lo studio notarile Ricci e Radaelli notai associati ha stipulato l'atto di aumento di capitale.

Chi ha partecipato al round, e con quale ruolo

Il capitale raccolto arriva da una compagine composta da investitori istituzionali, da un partner industriale e da un gruppo di operatori che il private equity italiano lo praticano in prima persona. È una distinzione che conta più della somma: sono categorie di investitore con aspettative diverse e con contributi diversi.

Vertis Sgr guida il round attraverso due veicoli, "Vertis 6 Digital Sud" — parzialmente finanziato dall'Unione Europea nell'ambito di Next Generation EU — e "Vertis Venture 7 Digital Puglia". Vertis è una SGR indipendente specializzata in private equity e venture capital per PMI innovative: un investitore che conosce dall'interno il mestiere a cui la piattaforma si rivolge.

Cdp Venture Capital Sgr partecipa tramite "Frontech", il programma dedicato alle tecnologie di frontiera della Rete Nazionale Acceleratori. Frontech è l'acceleratore di CDP dedicato alle startup che lavorano su intelligenza artificiale e tecnologie deep-tech.

SevenData è una società di data analytics e business intelligence, attiva sull'analisi di clienti e mercati e sulla lead generation. La sua presenza nel capitale è quella di un partner che lavora ogni giorno sul dato strutturato, non quella di un investitore puramente finanziario.

Edrom è una holding con attività di advisory focalizzata su startup e PMI innovative. Insieme a Edrom ha partecipato un pool di business angel e partner attivi nella consulenza strategica e nel private equity italiano — le stesse figure professionali che compongono il pubblico della piattaforma.

Che cosa significa "co-pilot tecnologico"

L'espressione ricorre spesso e viene usata in modi diversi. Nel caso di Quido ha un significato preciso, ed è il criterio con cui il prodotto viene disegnato: la piattaforma automatizza il lavoro ripetitivo che precede una decisione, e lascia la decisione a chi la deve prendere.

È la distinzione fra due categorie di attività che occupano la giornata di un analista o di un partner. La prima categoria è raccolta e normalizzazione: trovare l'azienda, recuperare i bilanci depositati, riclassificarli, ricostruire l'assetto proprietario, mettere in fila le notizie, impaginare il tutto in un documento leggibile. È lavoro necessario, richiede attenzione, e non contiene giudizio. La seconda categoria è interpretazione: capire se il margine tiene, se il confronto con i comparabili regge, se la struttura societaria nasconde una complicazione, se vale la pena procedere. È qui che si costruisce la tesi di investimento, ed è qui che il contributo del professionista è insostituibile.

Quido lavora sulla prima categoria. La missione dichiarata dall'azienda è liberare analisti e partner dal lavoro ripetitivo e riportare il tempo dove crea valore: la tesi di investimento, la relazione sul deal, la decisione. Il lavoro ripetitivo si automatizza, il giudizio no.

La conseguenza pratica di questa impostazione è che la piattaforma non produce raccomandazioni di investimento e non sostituisce l'istruttoria. Produce il materiale su cui l'istruttoria si fa, nella forma in cui serve, e con la provenienza di ogni dato ancora leggibile.

Dove si perde tempo, oggi, in un'operazione di private capital

Il ciclo di vita di un deal attraversa fasi con caratteristiche diverse, e in ognuna il tempo si consuma in modo diverso. Vale la pena guardarle una per una, perché è la mappa su cui il prodotto è costruito.

Nella fase di origination il problema è la copertura. Costruire una lista di target su un perimetro definito — un settore, una fascia di fatturato, un'area geografica, un profilo di marginalità — richiede di interrogare più fonti e di riconciliarle a mano. Una lista costruita male non produce un errore evidente: produce un'assenza. Le società che non sono state trovate non compaiono da nessuna parte, e nessuno se ne accorge.

Nella fase di screening il problema è il volume. Ogni nome della lista va guardato quanto basta per decidere se merita approfondimento. Il costo unitario è basso, il costo aggregato no. È il punto in cui una lista lunga viene implicitamente accorciata: non perché i nomi in fondo siano peggiori, ma perché il tempo finisce.

Nella fase di due diligence il problema è la profondità. Servono bilanci riclassificati su più esercizi, il confronto con i peer, la struttura societaria, la storia delle operazioni, le notizie rilevanti. Il materiale esiste; il costo è raccoglierlo, normalizzarlo e verificarlo.

Nella fase di monitoraggio il problema è la continuità. Le partecipate vanno seguite dopo il closing, i bilanci si aggiornano, la struttura cambia, arrivano notizie. Il monitoraggio è la prima attività a essere sacrificata quando la pipeline si affolla, perché non ha una scadenza che la imponga dall'esterno.

Nella fase di exit il problema è la ricostruzione. Bisogna rimettere insieme una storia lunga anni, spesso a partire da documenti scritti da persone che nel frattempo hanno cambiato ruolo.

Nessuna di queste fasi è resa difficile dall'assenza del dato. Sono rese faticose dal costo di raccoglierlo, riconciliarlo e rimetterlo in una forma condivisibile. È esattamente il perimetro su cui l'aumento di capitale interviene.

Che cosa fa la piattaforma, oggi

La descrizione che segue riguarda ciò che Quido rende disponibile ai clienti al momento in cui questo articolo viene pubblicato.

  • Ricerca multicriterio su milioni di aziende italiane, per settore, dimensione, geografia e segnali finanziari, con filtri e risultati ordinati per rilevanza.
  • Scheda azienda con bilanci riclassificati, KPI, confronto con i peer, notizie e struttura societaria, generata automaticamente e aggiornata.
  • Agente AI che ragiona sui dati della piattaforma: si chiede un'analisi di settore, una shortlist di target o un memo di sintesi, e la risposta arriva strutturata e con le fonti.
  • Deal flow condiviso: le operazioni del team in un'unica board, con stati personalizzati, filtri, assegnazione e follow-up.
  • Report automatici — one-pager, riclassificati e memo — generati nel formato dello studio e pronti da condividere, senza formattazione manuale.
  • Dati finanziari aggiornati: bilanci, notizie e segnali di mercato.

Sono le componenti su cui l'operazione di raccolta interviene: rafforzare il prodotto che esiste e la struttura che lo serve.

Una giornata di screening, vista dal lato di chi la fa

Vale la pena mettere in fila i passaggi, perché è il modo più diretto per capire dove uno strumento del genere interviene.

Il punto di partenza è un perimetro: un settore, una fascia di fatturato, un'area, un profilo di marginalità. La ricerca multicriterio restituisce le società che rispondono a quei criteri, ordinate per rilevanza. Da qui nasce una lista che, senza strumenti, avrebbe richiesto ore di riconciliazione fra fonti diverse.

Sulla lista comincia lo screening. Per ogni nome serve una risposta rapida a tre domande: che dimensione ha, come si è mossa negli ultimi esercizi, chi la controlla. La scheda azienda le contiene già, con i bilanci riclassificati, i KPI, il confronto con i peer, la struttura societaria e le notizie.

I nomi che superano il filtro vanno condivisi. È il momento in cui, di norma, qualcuno apre un foglio di calcolo e ricopia. Il deal flow condiviso della piattaforma tiene invece le operazioni del team in un'unica board, con stati personalizzati, assegnazione e follow-up, e i report — one-pager, riclassificati, memo — escono già nel formato dello studio.

Ciò che resta all'analista è la parte per cui è stato assunto: leggere i numeri, capire se la storia regge, decidere che cosa portare avanti.

Le fonti del dato e la loro tracciabilità

Per un operatore finanziario il dato senza provenienza non è un dato: è una voce. Quido integra fonti pubbliche italiane — Camera di Commercio e bilanci depositati — e dati proprietari aggiornati in tempo reale. Ogni informazione resta tracciabile alla fonte.

La tracciabilità non è un dettaglio di conformità: è la condizione perché il lavoro prodotto dalla piattaforma possa entrare in un documento che verrà discusso in un investment committee. Un numero che nessuno può ricondurre a una fonte è un numero che, in quella sede, non si può usare — e che quindi obbliga qualcuno a rifare a mano la stessa verifica.

C'è una seconda conseguenza, meno ovvia. Quando la provenienza è esplicita, il disaccordo si sposta dal dato all'interpretazione. Due professionisti che guardano lo stesso bilancio riclassificato possono discutere del merito senza prima passare mezz'ora a stabilire quale delle due versioni del numero sia quella giusta.

Sicurezza e trattamento dei dati

L'infrastruttura è europea. I dati sono cifrati sia at rest sia in transit, e il trattamento è conforme al GDPR. I dati dei clienti non vengono usati per addestrare i modelli.

Quest'ultimo punto è quello su cui le domande arrivano per prime, ed è comprensibile: chi lavora su operazioni riservate non può permettersi che il materiale di un deal finisca, in qualunque forma, dentro un modello condiviso con altri. È anche la ragione per cui la questione va chiarita all'inizio di una valutazione e non alla fine, quando il team ha già investito settimane nel test.

Una domanda collegata riguarda l'integrazione con ciò che il team già usa. Quido si integra con CRM, sistemi di dealflow e suite Office, esporta in PDF, Word ed Excel e mette a disposizione un'API REST per le integrazioni su misura. Il punto rilevante in una valutazione è che adottare la piattaforma non richiede di abbandonare gli strumenti attorno a cui le abitudini dello studio sono già costruite, foglio di calcolo compreso.

Un modello di prezzo senza crediti

Il modello commerciale di Quido è un canone annuale fisso, con utenti illimitati per tutto lo studio e ricerche, analisi e report illimitati. MCP, applicazione mobile e API sono inclusi, come lo sono onboarding, formazione e supporto.

La scelta è deliberata e risponde a un effetto collaterale del modello a crediti diffuso nel settore: quando ogni ricerca ha un costo marginale visibile, il team smette di cercare. L'analista che sa di consumare un credito per ogni approfondimento ne fa meno, e la piattaforma viene usata sotto la propria capacità proprio nelle fasi — origination e screening — in cui servirebbe di più.

Il modello a licenze per utente ha un effetto analogo su un'altra dimensione: scoraggia l'estensione dello strumento a chi lo userebbe saltuariamente, e cioè proprio alle figure che beneficerebbero di un accesso occasionale a un dato già disponibile in casa.

Il confronto per esteso, voce per voce, è pubblicato sulla home del sito nella sezione dedicata ai prezzi.

Il dato sulle società non quotate: un problema di raccolta, non di esistenza

C'è una differenza sostanziale fra analizzare una società quotata e analizzarne una che non lo è, e spiega perché il mestiere del private capital ha una componente di lavoro manuale che l'analisi sull'equity pubblico ha in larga parte superato.

Su una quotata l'informazione è normalizzata all'origine: la società pubblica con un calendario noto, in un formato prevedibile, e una filiera di operatori la ridistribuisce già confrontabile. Su una società non quotata il punto di partenza è il bilancio depositato, insieme alle informazioni camerali. Il dato esiste, è pubblico ed è verificabile — ma non nasce per essere confrontato con quello di altre duecento società.

Le conseguenze pratiche sono note a chiunque abbia fatto screening su PMI. Le voci di bilancio vanno ricondotte a uno schema comune prima di poter essere messe una accanto all'altra. La classificazione settoriale formale spesso non coincide con il settore in cui l'azienda opera davvero. La struttura societaria può passare per holding intermedie che vanno ricostruite un livello alla volta. Le persone rilevanti compaiono in cariche presso società diverse, e collegarle richiede di attraversare più visure.

Nessuno di questi passaggi è intellettualmente difficile. Sono tutti costosi in termini di tempo, e sono tutti ripetitivi. È la definizione esatta del lavoro che Quido si propone di assorbire: la piattaforma riclassifica i bilanci, ricostruisce gli assetti proprietari, collega i profili delle persone alle operazioni a cui hanno preso parte e mantiene la scheda aggiornata, lasciando all'analista la parte che richiede giudizio.

Perché il capitale arriva anche da chi il mestiere lo pratica

Un dettaglio della compagine merita attenzione: accanto agli investitori istituzionali ci sono un partner specializzato in data analytics e un pool di business angel e partner attivi nella consulenza strategica e nel private equity italiano.

Per un prodotto verticale è una condizione utile. Il rischio principale di uno strumento costruito per un mestiere specifico non è tecnologico: è la distanza fra chi lo progetta e chi lo usa. Un investitore che ogni settimana guarda operazioni reali riconosce subito quando una funzionalità risolve un problema di superficie e ne lascia irrisolto uno vero.

La presenza di SevenData ha una natura diversa e complementare: è una società che lavora su analisi di clienti e mercati e su lead generation, cioè sul dato strutturato come materia prima quotidiana. Sono due forme di competenza — dominio e dato — che il prodotto richiede entrambe.

Come si valuta uno strumento di company intelligence

Chi legge un annuncio di raccolta in genere non sta valutando l'operazione: sta valutando se lo strumento ha senso per il proprio team. Le domande che distinguono una valutazione seria da una superficiale sono poche e ricorrenti.

Qual è la copertura effettiva sul perimetro che interessa? Non la copertura dichiarata in generale, ma quella sul settore, sulla fascia dimensionale e sull'area geografica su cui il fondo lavora davvero. Il modo per verificarlo è partire da un elenco di società già note e controllare quante di esse la piattaforma trova, e con quale profondità.

Il dato è tracciabile? Ogni numero deve poter essere ricondotto alla fonte da cui proviene. È il requisito che permette al materiale di entrare in un documento istruttorio.

Che cosa esce dalla piattaforma, e in quale formato? Uno strumento che produce ottime analisi da cui però bisogna ricopiare a mano dentro il template dello studio sposta il lavoro, non lo elimina. La domanda giusta è se l'output è già nella forma in cui verrà usato.

Come è trattato il dato riservato? Infrastruttura, cifratura, conformità e — soprattutto — se il materiale dei clienti alimenta l'addestramento dei modelli.

Quanto costa usarlo tanto? Un modello a consumo rende la valutazione apparentemente economica e l'uso a regime imprevedibile. Un canone fisso rende il costo noto in anticipo e toglie all'utente il calcolo mentale che scoraggia l'utilizzo.

Quanto tempo serve prima che il team sia operativo? Il tempo di attivazione è la voce di costo più sottovalutata, perché non compare in nessun preventivo.

Che cosa questo annuncio non è

Vale la pena delimitare il perimetro, perché un annuncio di raccolta viene spesso letto come più di quello che dice.

Non è un annuncio di prodotto: le funzionalità descritte sopra erano già disponibili ai clienti prima dell'operazione, e questo articolo non annuncia rilasci.

Non è un impegno su tempi o su una roadmap: Quido non comunica in questa sede date di disponibilità di funzionalità future.

Non è un cambio del perimetro dati: fonti, tracciabilità e regole di accesso restano quelle descritte sopra.

Non è un cambio di modello commerciale: il canone annuale fisso resta la forma con cui la piattaforma viene offerta.

L'azienda e le persone

Quido è fondata da Francesco Calia, che guida strategia, prodotto e clienti, e da Lorenzo Bergadano, responsabile della tecnologia e dell'architettura della piattaforma. Il team riunisce persone che vengono da finanza e da tecnologia, con un'idea precisa e dichiarata: il lavoro ripetitivo si automatizza, il giudizio no. La composizione completa è pubblicata sulla pagina Chi siamo.

Domande frequenti

Chi ha guidato l'aumento di capitale?

Il round è guidato da Vertis Sgr attraverso i fondi "Vertis 6 Digital Sud" — parzialmente finanziato dall'Unione Europea, Next Generation EU — e "Vertis Venture 7 Digital Puglia".

Quali altri investitori hanno partecipato?

Cdp Venture Capital Sgr tramite il programma "Frontech" della Rete Nazionale Acceleratori, SevenData, Edrom e un pool di business angel e partner attivi nella consulenza strategica e nel private equity italiano.

Chi ha assistito le parti sul piano legale?

Solving ha curato gli aspetti dell'operazione per Vertis e per i founder di Quido; Cdp Venture Capital Sgr è stata assistita dallo studio Giuliano e Di Gravio; lo studio notarile Ricci e Radaelli notai associati ha stipulato l'atto di aumento di capitale.

A chi si rivolge Quido?

A operatori di private equity, M&A, investment banking e advisory: i professionisti il cui lavoro attraversa le fasi di origination, screening, due diligence, monitoraggio ed exit descritte sopra.

Da dove arrivano i dati della piattaforma?

Da fonti pubbliche italiane — Camera di Commercio e bilanci depositati — e da dati proprietari aggiornati in tempo reale, con ogni informazione tracciabile alla fonte.

I dati dei clienti vengono usati per addestrare i modelli?

No. L'infrastruttura è europea, i dati sono cifrati at rest e in transit, il trattamento è conforme al GDPR e i dati dei clienti non alimentano l'addestramento dei modelli.

Quanto dura l'attivazione per un nuovo team?

In genere il team è operativo in meno di una settimana. Setup, formazione e supporto sono inclusi nel canone.

Quido si integra con gli strumenti già in uso nello studio?

Sì. Si integra con CRM, sistemi di dealflow e suite Office, esporta in PDF, Word ed Excel e mette a disposizione un'API REST per le integrazioni su misura.

Come si accede alla piattaforma?

L'accesso è riservato alle organizzazioni clienti. Chi volesse valutarla può richiedere una demo dal sito.

In sintesi

Quido ha chiuso un aumento di capitale da 1,6 milioni di euro, guidato da Vertis Sgr con la partecipazione di Cdp Venture Capital Sgr tramite Frontech, di SevenData, di Edrom e di un pool di business angel e partner del private equity italiano. Le risorse sostengono lo sviluppo del co-pilot tecnologico per gli operatori del private capital lungo l'intero ciclo di vita di un deal.

Per approfondire il prodotto: Quido MCP e i dati delle aziende private dentro l'AI e l'app mobile per iOS e Android. Le domande più frequenti su fonti, sicurezza, prezzi e integrazioni hanno risposta nella pagina FAQ.

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